"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare

martedì 27 ottobre 2009

Cattolici e Talebani fratelli nello stesso credo!

martedì 27 ottobre 2009




Bersani non parla, ma la senatrice Vittoria Franco chiede le dimissioni del sindaco Carai


Per le donne Montalto di Castro è peggio di Kabul sotto i talebani, quello che sta succedendo attorno alla ragazza stuprata ricorda una caccia alla strega medievale con tanto di rogo”, così commenta una donna di Montalto che ha visto la trasmissione di Barbara D’ Urso “Buona Domenica”, andata in onda tre giorni fa su canale 5. Nel pomeriggio domenicale milioni di telespettatori hanno assistito al collegamento con il comune laziale vicino Viterbo dove, due anni fa, un branco di otto ragazzi ha violentato una quindicenne. Hanno visto i volti e ascoltato le voci dei cittadini, tutti uniti attorno agli stupratori, concitati, urlanti, spesso violenti. Tutti dalla stessa parte, tranne una signora, Iride Allegri, l’unica che ha preso il microfono per difendere la vittima, suscitando gli applausi degli ospiti di Milano, che avevano assistito attoniti alle accuse, rivolte alla ragazza, di essere stata “consenziente, facile, di essersela cercata”. Iride è stata netta nel suo giudizio: “Non è giusto che una ragazza venga violentata e pure accusata. Come donna e come abitante di Montalto mi scandalizzo”.
Appena pronuncia queste parole, Iride viene insultata e aggredita dalla folla. Contattata dal “Fatto Quotidiano”, racconta cos’è successo: “Sono andata nella piazza dove c’era il collegamento apposta per parlare, anche se non conosco personalmente la vittima, perchè non sopportavo l’idea che nessun cittadino di Montalto difendesse quella ragazza”. La reazione? Iride racconta: “Le donne mi urlavano ‘Puttana!’, ‘Vattene da Montalto, non tornare neanche per andare al mare’. Gli uomini mi hanno spintonata e attaccata a un muro. Un giornalista mi ha accompagnata alla macchina perchè aveva paura che mi facessero del male. Tutte le persone presenti al collegamento erano parenti, più o meno lontani, degli stupratori. La donna che in diretta ha insultato la vittima lavora in Comune, col sindaco Salvatore Carai, zio di uno dei violentatori.
Un uomo che ha fatto delle porcate pazzesche, come finanziare gli otto stupratori con 20mila euro. C’è tanta gente che, come me, non ha rapporti familiari con quelle persone, ma in molti hanno paura a parlare, perchè il paese è piccolo. Adesso mi aspetto una reazione, anche perchè mi hanno pesantemente minacciata”.

La madre della ragazza stuprata era davanti alla televisione, quanto “Buona Domenica” si è occupata di Montalto, e racconta al “Fatto” le sue impressioni: “Capisco ascoltare i pareri di tutti, ma non mi sarei mai aspettata di vedere queste cose in tv. Ho sentito insultare mia figlia senza una presa di posizione da parte del programma. In paese si devono vergognare. Dopo tutto quello che mia figlia ha subito, dopo che gli stupratori hanno confessato, non si può mandare in onda uno scempio del genere. Mia figlia non capisce questa cattiveria. Mi chiede: ‘Mamma, cos’ho fatto di male?’ E io non so cosa risponderle. Mio marito stava salendo in macchina per andare a Montalto, abbiamo dovuto fermarlo. Siamo dei genitori, la nostra vita è distrutta”.
Il critico Vittorio Sgarbi, presente in studio, afferma: “Questo non è uno stupro, qui non c’è reato. Lo stupro lo subiscono anche i maschi, invece si dice sempre : ‘la povera ragazza, la povera bambina’. Allora ditemi perchè, se lo stupro c’è stato, la mamma della vittima ha stretto la mano agli otto carnefici”. La signora, tramite il “Fatto”, risponde: “L’avvocato di mia figlia mi ha detto che se non avessi accettato le scuse dei ragazzi, queste non sarebbero state messe a verbale. Scusandosi, gli otto hanno confessato. L’ho fatto solo per quello, perchè ammettessero e la verità fosse scritta nel verbale. E non potete immaginare come mi sia sentita a toccare le loro mani. Ogni giorno ci sono accuse sempre più disgustose.” Intanto il sindaco di Montalto, Carai, si rifiuta di rilasciare qualunque dichiarazione. Dopo la presa di posizione, pochi giorni fa, delle donne del Partito democratico, parla oggi la senatrice Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità del Pd:Il sindaco Carai deve dimettersi. Dopo il comunicato, con cui gli abbiamo chiesto di rinunciare alle liste, ci ha risposto che non poteva, altrimenti le avrebbero invalidate. Ora però le primarie sono passate, non ci sono più scuse, Carai ha la responsabilità di rispondere per una comunità che colpevolizza una vittima, e per le sue azioni”. Altrimenti - dice la senatrice - ci si deve rassegnare “a un imbarbarimento inaccettabile dell’Italia. Il Pd si schiera con forza a sostegno delle donne e contro ogni violenza. Il sindaco non condivide? Se ne vada”.

Invece Pierluigi Bersani, nel suo primo giorno da segretario del Pd, alla domanda su Montalto risponde che: “Oggi parlo solo di artigiani”, anche perché, come ricordaqil suo portavoce, c’è già in programma un vertice interno al partito per confrontarsi sulla questione.

di Beatrice Borromeo


Sono arrabbiata e sono per la castrazione chirurgica iniziando dal sindaco!!

4 commenti:

  1. Non avevo visto il tuo post, tolgo il mio perchè è venuto dopo. E' meglio che rimanga per primo questa notizia

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  2. Potevi postare ugualmente Lorenzo.

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  3. Francy
    non castrerei, non basta,
    bisogna Evirare
    non lo sanno usare quindi non gli serve!!!!!!!!!!

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  4. Vanda, in Italia l'immagine della donna è accompagnata da sempre da un significato all'apparenza celato, ma sottolineato ogni qual volta accadono queste cose, donna come probabile vittima del maschio , un fatto verso il quale ci si indigna solo per l'attimo in cui se ne sente parlare ma poi lo si ritiene scontato, normale che possa accadere.
    Non so se qualcuno ricorda la legge che provarono ad applicare sui frequentatori di prostitute, legge copiata dalla civile Svezia, cioè mettere la foto del "frequentatore" sorpreso con una prostituta sulle pagine dei giornali. Il primo che ci incappò si suicidò, e la legge fu prontamente ritirata, meglio donne obbligate a vivere sui marciapiedi piuttosto che un solo maschietto morto a causa dei suoi luridi vizietti.
    L'ex ministro della sanità Veronesi , davanti a casi di stupro propose la legge sulla castrazione chimica, non so se ricordate anche questo, ci fu un "apriti cielo".
    Sono convintissima che se solo un "maschietto" in Italia venisse castrato dopo un fatto del genere molti altri placherebbero di botto le loro perverse fantasie, al maschio italiano levagli tutto ma non il suo "amato bene".

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