"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare

sabato 7 maggio 2011

Donne?? No!! Femmine!!




di Flavia Perina



Caro direttore, se avessi un milione di euro pagherei i più bravi creativi italiani per lanciare una campagna su scala nazionale sul tema: “Donne, ma siete matte a votare ancora il Pdl?”.
L'ossessione sessista del Partito dell'amore era già molto sgradevole quando Berlusconi ne era il principale e quasi unico interprete. L'attenuante dell'età e lo stereotipo comunemente accettato della atipicità del Caro Leader aiutavano a minimizzare dicendo: “Sì, ha una visione un po' antiquata delle donne, ma è l'innocuo machismo di una persona anziana”.
Ricordo il fotofinish del congresso di fondazione del Pdl, quando Silvio chiamò sul palco “le nostre dame” facendo rabbrividire tutti con la frase “dov'è la zoccola” captata dai microfoni, o la cena di chiusura della campagna elettorale per le regionali del Lazio dove si intestò lo jus primae noctis sulle eventuali elette facendo sobbalzare il pubblico.
Vabbè, si diceva, “lui” è fatto così. Scherza. In fondo è inoffensivo. In due anni “lui” è diventato “loro” perché lo sdoganamento della battuta da caserma, del narcisismo dongiovannesco, della prepotenza da bar sport, è diventato qualcosa di simile a un dato culturale fondante per il Pdl.
Fabrizio Cicchitto è riuscito a fermare in extremis la pubblicazione su “Panorama” della classifica del “lato B” delle parlamentari stilata da un altro parlamentare del centrodestra, Giancarlo Mazzucca . Nel numero attualmente in edicola, peraltro, è presente la top ten delle gambe delle onorevoli, firmata dallo stesso Mazzucca. Servirà per stabilire le future priorità nelle liste?
A Milano il coordinatore del Pdl Renato Mantovani ha aperto la cena delle groupie berlusconiane dicendo: “Se Pisapia si deve accontentare della Concia e della Bindi noi possiamo dire di essere messi meglio”. Mantovani è quello installato di recente al posto di Guido Podestà, “reo” di non aver impedito la raccolta di firme di Sara Giudice per le dimissioni della favorita del premier, Nicole Minetti: possiamo solo immaginare i criteri con cui il neo-nominato ha gestito le candidature in città.
Sempre a Milano, Letizia Moratti è stata pubblicamente costretta a passare sotto le forche caudine della riconciliazione con Roberto Lassini, quello dei manifesti sui giudici brigatisti, abbracciandone la moglie davanti a un pubblico plaudente: nell'harem non sono permessi atti di autonomia.
Il rimpasto di governo ieri ha premiato le “compiacenti” Catia Polidori e Daniela Melchiorre, con l'annuncio che il prossimo giro di valzer darà i resti a Matteo Brigandì, leghista, cui viene comunemente attribuito il “merito” di aver dato una sbirciatina al dossier del Csm sulla donna più odiata dal premier, Ilda Boccassini, finita alla berlina per un “bacio rubato” a un fidanzato (trent'anni fa).
Un sottosegretariato per il “castigatore” della femmina irriducibile: roba da fare impallidire i talebani.
Che idee delle donne hanno, questi?
Ma c'è un altro Paese occidentale in cui si fa propaganda elettorale con il busto nudo di una sesta misura (Movimento Veneto Stato) usato per simboleggiare l'abbondanza del sistema federalista?
Oppure con lo slogan “Scopiamo” (Giangi Marra)?
Oppure con la frase “Per cambiare chi le ha?” associata alla foto di due palle?
E dov'è che una parlamentare (Gabriella Carlucci), per ingraziarsi il Caro Leader, deve dire cose come: per i miei figli adolescenti Berlusconi è un mito “anche perché è super-potente da un punto di vista sessuale?”.
Gli slogan fallici di Umberto Bossi ormai sono il meno, perché l'esaltazione degli attributi del Capo è addirittura tollerabile se confrontata al fenomeno emergente della sistematica denigrazione della donna, che deve sottomettersi al gioco della corte: il picco simbolico di questo cambio di passo resterà la prima cena elettorale di questa campagna, dove a B. venne offerto dalla intera classe dirigente lombarda un uovo di Pasqua da cui spuntò una modella in abito sexy che suonava il violino (nella foto).
Mi raccontano che alcune dirigenti presenti conservano sui cellulari la foto di quel momento. Con orgoglio.
Le italiane sono matte a votare persone così?



Flavia Perina le chiama ancora garbatamente donne. Purtroppo in questo marasma di meschinità in cui siamo piombati, abbiamo dovuto prendere atto che in Italia ci sono anche le femmine, che come i maschi dello schieramento di destra, il cervello è naturalmente emigrato al centro. Inevitabile che queste votano i loro simili.

1 commento:

  1. Quello che dico io , come fa una donna votare per il sultano ?

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