"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare

giovedì 15 dicembre 2011

I bastardi di sempre!






Aumento dall’1,5 al 2% del prelievo sui patrimoni «scudati»; pensioni fino 1.400 euro indicizzate nel prossimo biennio; contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni d’oro; sconto sull’Ici per le famiglie; stangata sui conti correnti per le società. Sono le principali novità in arrivo con gli emendamenti del governo al decreto. Che mercoledì mattina dovrebbe approdare alla Camera. La conversione in legge è prevista entro Natale. Mario Monti definisce “più equa” (VIDEO) la manovra. E in Senato si pronuncia a favore della Tobin tax, per colpire la speculazione finanziaria. Ma la Lega lo contesta grevemente. (FOTO VIDEO).

ENTRO FINE SETTIMANA, IL VOTO IN AULA – Il pacchetto di misure sta partorendo con grande travaglio i suoi ritocchini. Il voto definitivo di Montecitorio dovrebbe arrivare entro sabato. Il premier, in tarda serata, nella replica alle commissioni Bilancio e Finanze, ha un sussulto polemico: “Non occorrevano professori… ci avete chiamato voi. È verissimo che per fare questa manovra non occorrevano professori. Ma perché questo lavoro non l’avete fatto voi? Ci avete chiamato voi, perché la verità è che eravate paralizzati. Non ho mai voluto un governo dei tecnici. Sono altri che l’hanno voluto. Io non sono né corresponsabile, né grande fautore. Io non mi sono candidato per trovarmi nella posizione in cui mi trovo”. Spento il furore, arriva lo slancio: “Spero torni presto il tempo in cui non avrete più bisogno di professori e tecnici, in cui voi eletti sappiate guardare abbastanza lontano per fare le cose che servono”. Ispirato, quasi kennediano: “A noi è toccato di parlare il linguaggio della verità e vi assicuro che questo è quello che faremo fino all’ultimo giorno”. Chiusa aspra: “Basta con i luoghi comuni sulla manovra, a partire dal «pagano sempre i soliti noti». Abbiamo individuato «nuovi noti», il che ci consente di tassare meno l’economia e il lavoro come si conviene ad un’economia che vuole crescere.” Perché anche i governi tecnici hanno “sentimenti e valori”. “Il fisco può diventare un amico”, è l’azzardata, e perfino condivisibile, chiusa.

LAVORI A RILENTO IN COMMISSIONE – I lavori nelle commissioni sono andati a rilento, è verosimile una maratona notturna. “È ovvio a tutti che non è possibile rispettare questo calendario”, ha avvisato il presidente della commissione Finanze, Gianfranco Conte. Spazientito presidente della Camera, Gianfranco Fini, che esclude nuovi ritardi: “Non ho alcuna intenzione di differire ulteriormente. La manovra domani mattina sarà in Aula”.

IL DETTAGLIO DELLE NOVITA’: CLICCA PER INGRANDIRE

IL GIALLO DEL BOLLO – Sciolto il mistero. Sembrava fosse in arrivo un nuovo bollo da 34,20 euro sui conti correnti, che in realtà è già applicato sull’estratto conto cartaceo obbligatorio. “La novità, spiega in serata il sottosegretario al Tesoro, Vieri Ceriani, “è che viene eliminato questo bollo sui conti correnti e sui libretti fino a 5 mila euro. Se facciamo la lotta al contante e chiediamo alle banche di non far pagare ai piccoli correntisti certe spese, allora dobbiamo togliere anche questo bollo. È uno sgravio a favore delle persone che verrà compensato dall’aumento del bollo fino a 100 euro per i conti correnti delle imprese e delle persone giuridiche”


CAPITALI SCUDATI - Aumento dall’1,5% (gettito di due miliardi) al 2% del prelievo sui capitali scudati. Inoltre è prevista una imposta di bollo annuale (che resterà sempre, fino a eventuale abolizione) del 4 per mille per il 2011. Nel 2012 e 2013 l’aliquota salirà, eccezionalmente, al 10 e al 13,5 per mille Tornerà al 4 per mille nel 2014. Si tratta, secondo il governo, di un «prelievo sull’anonimato» per i contribuenti che hanno aderito agli «scudi». Le novità sui capitali scudati garantiranno un maggior gettito di 366 milioni nel 2012 e di 559 milioni a regime, dal 2014.

CONTRIBUTO PER PENSIONI D’ORO - Contributo di solidarietà sulle «pensioni d’oro» del 15%. Il contributo sarà applicato per l’importo eccedente i 200 mila euro.
IMU-ICI: SCONTI FAMIGLIE - Sconto sull’Imu per le famiglie con figli. Si parte dalla detrazione sulla prima casa, di 200 euro per tutti, «maggiorata di euro 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare un massimo di 400 euro». In sostanza, lo sconto massimo che il Fisco concede sull’abitazione principale sarà pari a 600 euro: 200 euro della detrazione di base e 400 per il numero dei figli a carico.


TASSA SUL LUSSO - La tassa sulle auto di lusso e le imbarcazioni diventa più leggera e la copertura del mancato gettito sarà garantita da un aumento dell’accisa sul tabacco da fumo. Si dispone una riduzione progressiva dell’addizionale erariale della tassa automobilistica pari al 60%, al 30% e al 15% dopo rispettivamente 5, 10 e 15 anni prevedendo altresì che l’addizionale non è più dovuta decorsi 20 anni dall’immatricolazione della vettura. Per le unità da diporto la tassa è ridotta del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni.


IMPOSTA SU CASE ALL’ESTERO - Tassa dello 0,76% per gli immobili detenuti all’estero «a qualsiasi uso destinati, delle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato». L’imposta «è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso». La tassa dello 0,76% sul valore degli immobili «è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è computato l’immobile». L’imposta dovrebbe portare 98,4 milioni l’anno dal 2012.

ATTIVITA’ FINANZIARIE ALL’ESTERO - Istituita un’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia. L’imposta è dello 0,1 per cento annuo del valore delle attività finanziarie per il biennio 2011-2012 e dello 0,15% a partire dal 2013. Dall’imposta si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versato nello Stato in cui sono detenuti i prodotti e gli strumenti finanziari. L’imposta dovrebbe garantire un gettito di 8,9 milioni nel 2012 e 2013 e 13,4 milioni dal 2014.

PENSIONI RIVALUTATE FINO A 1400 EURO - La rivalutazione automatica delle pensioni è riconosciuta «per l’anno 2012 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3 volte il trattamento minimo» (ovvero finao a circa 1400 euro). Per il 2013 invece la soglia saràa più bassa; rivalutazione solo per le pensioni oltre 2 volte il minimo (fino a circa 900 euro).

ETA’ DI PENSIONAMENTO, C’È QUALCHE SCALINO - «In via eccezionale si potrà andare in pensione a 64 anni, nel 2012, con 35 anni di contributi. Nel 2012, pensione di vecchiaia per le donne con almeno 60 anni di età e 20 anni di contributi. Chi andrà in pensione prima dei 62 anni (e ne abbia 60 o 61) avrà una riduzione delle quote di trattamento pari all’1% e non più del 2%.

TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER – Arriva il tetto massimo per gli stipendi dei dipendenti pubblici e dei manager. Il valore è pari al trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione, circa 300mila euro lordi all’anno.

AUTONOMI: AUMENTO DEI CONTRIBUTI AL 24% - Aumentano i contributi pensionistici per gli autonomi fino ad arrivare nel 2018 al 24%. L’aumento è dell’1,3% dal 2012 e dopo di 0,45 punti ogni anno fino appunto a raggiungere il 24% a regime. Il testo iniziale prevedeva un’aliquota del 22% a regime.

LIBERALIZZAZIONI DAL 2012: TAXI ESCLUSI, FARMACI ANCHE - Le liberalizzazioni delle attività economiche scatteranno dal primo gennaio del 2012. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno corretto l’emendamento dei relatori che prorogava il termine dell’avvio delle liberalizzazioni al 31 dicembre 2012. Si ritorna al testo originario che prevede l’avvio del pacchetto subito per tutte le attività economiche. Dalle liberalizzazioni resta confermata l’esclusione per i taxi. Parziale dietrofront, invece, per le farmacie che non accettano di buon grado la decisione del governo di liberalizzare la vendita dei farmaci di fascia C distribuiti con ricetta medica anche nelle parafarmacie e nei supermercati. Lunedì potrebbe scattare la serrata dei punti vendita tradizionali. In parallelo, dai parafarmicisti, stanno arrivando migliaia di fax a Palazzo Chigi con la richiesta a Monti di “non cedere alla pressione delle lobby”. Troppo tardi, pare. Non ci sarà più l’immediata liberalizzazione dei farmaci di fascia C (quelli da vendere dietro presentazione di ricetta medica). Sarà invece l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, d’intesa con il ministero della Salute, ad individuare entro tre mesi un elenco, aggiornabile, dei farmaci che verranno esclusi dalla vendita in ambito commerciale diverso dalle farmacie. Con lo stesso decreto saranno definiti gli ambiti di attività sui quali saranno assicurate le funzioni di farmacovigilanza.

EDITORIA - Buone notizie per l’editoria. I relatori Baretta e Leo hanno presentato nelle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera un emendamento che aggiunge la voce “Interventi di sostegno all’editoria e al pluralismo dell’informazion” è nell’elenco dei beneficiari del fondo di cui all’articolo 33 comma 1 (elenco 3) della legge di stabilità 2012. La legge di stabilità 2012 ha incrementato di 1,14 miliardi la dotazione di quel fondo.

SCADENZA NATURALE PER LE PROVINCE - Cambia la norma sulle province. Con un sub-emendamento approvato dalle Commissione Bilancio della Camera si stabilisce che, in vista della riforma delle Province, gli organi in carica decadranno a scadenza naturale e non più entro il 31 marzo 2013 come prevedeva una proposta dell’esecutivo. Non ci sarà nessun anticipo della scadenza.

EMENDAMENTI CONDIVISI – Le ipotesi sulle modifiche preparate dal governo riguardavano lo sblocco dell’indicizzazione delle pensioni (LEGGI) almeno per gli assegni fino a 1300-1400 euro; un’attenuazione dello scalone che penalizza l’uscita dal lavoro per i lavoratori delle classi ’51-’52 (rischiano di aspettare 6 anni invece di 1, per andare in pensione) e l’aumento delle detrazioni per l’Imu sulla prima casa, in base ai carichi familiari (LEGGI). Bisogna trovare risorse sostitutive per cinque miliardi. Escluso il ricorso all’asta sulle frequenze tv, che verranno “regalate” a Rai e Mediaset. Il governo sta immaginando una copertura multipla, con diversi interventi. E i tempi per la presentazione della misura si allungano. A tappe forzate, la commissione della Camera sta approvando emendamenti condivisi. Ieri è passato l’innalzamento a mille euro del tetto, oltre il quale la pubblica amministrazione non pagherà in contanti. Una modifica che interessa molti pensionati.

LE PROVINCE - Un emendamento presentato ieri dal governo prevedeva che gli organi in carica delle province decadessero il 31 marzo 2013, mentre slittava dal 30 aprile al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale le funzioni delle province dovevano essere trasferite ai Comuni o alle Regioni.

LIBERALIZZAZIONI RINVIATE, FALSO ALLARME… – Sembrava una battuta d’arresto per le liberalizzazioni. Slittate quasi tutte dal 2012 al 2013, tranne quella sulle farmacie ( e subito parte la protesta, con minacciata serrata, della lobby). Era una delle novità contenute nel pacchetto degli emendamenti presentato in un primo tempo dal relatore. Venivano abrogate, solo dal 31 dicembre 2012, le seguenti restrizioni: divieto di esercizio di una attività economica al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione a esercitarla solo all’interno di una determinata area (ad esempio i taxi); l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio di una attività economica; il divieto di esercizio di una attività economica in più sedi; la limitazione dell’esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti; la limitazione dell’esercizio di una attività economica attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore; l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni e servizi; l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta.

TAGLI AI PARLAMENTARI IN FORSE… - Problemi, come previsto, per i tagli ai parlamentari (LEGGI), sui quali deciderà il Parlamento, in base alle conclusioni della commissione Giovannini. Saranno le Camere a provvedere al taglio degli stipendi di deputati e senatori, da adeguare alla media europea. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri stabiliva che dovesse essere il governo, con un decreto, a ritoccare (al ribasso) gli stipendi dei parlamentari in base ai risultati della commissione Giovannini, al lavoro da settembre per individuare la media dei trattamenti economici dei parlamentari europei. La disposizione aveva creato polemiche per il pericolo che potesse essere intaccata l’autonomia delle Camere. L’emendamento ora prevede che “il Parlamento e il governo, ciascuno nell’ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire gli obiettivi”. La nuova norma non fissa però un termine preciso. Su questo punto è intervenuto il presidente della Camera Gianfranco Fini: “Parlo anche a nome di Schifani. Se la commissione Giovannini non avrà concluso i lavori, dal primo gennaio e nel più breve tempo possibile, procederemo autonomamente alla riforma prevista. Serviranno almeno 15 giorni e comunque entro fine gennaio daremo corso alle modifiche dei meccanismi relativi alle indennità”.

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DELLA MANOVRA – PDF

LE ALTRE MODIFICHE – Riepilogo delle modifiche già approvate in commissione: come si è detto, un emendamento della Lega (ri)porta da 500 a 1.000 euro il limite per il pagamento cash della PA. Un altro emendamento del Carroccio eleva ad un massimo dell’1,5% la commissione che le banche possono chiedere ai commercianti in caso di pagamento elettronico. Si modifica la norma sul massimo scoperto e si affida direttamente al proprietario (e non ad Equitalia) la vendita degli immobili su cui grava un’ipoteca. L’incasso va ad Equitalia, che storna la parte che eccede il debito allo stesso proprietario. Aiuti arrivano anche per le aziende in crisi di liquidità, che potranno contare su un’ulteriore proroga di 72 mesi per i pagamenti a Equitalia. Non passa la dicitura «quoziente familiare» nella definizione della nuova Isee previsto nella manovra, ma l’indicatore terrà comunque conto dei figli, specie dal terzo in poi e delle persone disabili presenti in famiglia. Confermata la possibilità di dedurre il 10 per cento dell’Irap versata sugli interessi passivi, secondo la legge 185 del 2008. La deducibilità dell’Irap sul costo del lavoro, prevista dalla manovra, si va perciò ad affiancare alla deduzione forfettaria del 10 per cento già in vigore.

LE PARTI SOCIALI – Dopo lo sciopero generale di ieri, i sindacati si mostrano cauti. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, apprezza le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sulle possibili modifiche del blocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre due volte il minimo. «Quando avremo le modifiche, le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però ci sia anche la modifica sull’Ici sulla prima casa». Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna a puntualizzare che sui patrimoni non c’è stata certo la stessa attenzione che sulle pensioni e l’Ici, e il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea più genericamente: «oltre all’Italia bisogna salvare gli italiani». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, non entra nel merito, incita a fare presto, ma sottolinea ai sindacati in sciopero: «bisogna tener conto che qui o ci salviamo tutti o non si salva nessuno».
Massimo Laganà
Aggiornato al 15 dicembre 2011



Da notare le sostanziali differenze in percentuale fra i comuni mortali e loro, gli dei dell'Olimpo. Quando spetta a noi pagare la percentuale ha due cifre che aumenteranno progressivamente negli anni, mentre la percentuale che spetta loro non tocca 1%, o ancora più irrisoria calcolata sui millesimi, che naturalmente diminuirà negli anni fino a scomparire. Inoltre questo Governo ha già messo nella manova una legge ad personam per "il personale di Monti". Ma davvero agli italiani piace questo Governo? Basisco!!

Per chi volesse saperne di più :

4 commenti:

  1. ora più equa ? naaaaaaaaa !!!!!!

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  2. Non so se piangere o disperarmi è una vergogna.........

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  3. Penso che scriverò un post del perchè in Occidente si attinge dai soliti noti. Lo scenario è inquietante, ci stanno dirottando là dove vogliono, verso la terza guerra mondiale. Impensabile ma è così!

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  4. Ho perso le parole buone...ora ho solo le cattive!!!!!!!!!!!! Ma c'era bisogno di professoroni per fare tutto ciò? Mi aspettavo...e che lo dico a fà?????????????

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