"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare

mercoledì 27 gennaio 2010

Giornata della Memoria

Il senso del Giorno della Memoria


Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane

Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia.

L’uomo contemporaneo, con il suo grande bagaglio di conoscenze, nel cuore del continente più civile e avanzato, era caduto in un baratro. Aveva utilizzato il suo sapere per scopi criminali, tramutando quelle conquiste scientifiche e tecnologiche, di cui l’Europa era allora protagonista indiscussa, in strumenti per annichilire e distruggere intere popolazioni, primi fra tutti gli ebrei d’Europa.

Da quel trauma l’Europa e il mondo intero si risvegliarono estremamente scossi. Si domandarono come era stato possibile che la Shoah fosse avvenuta. E, soprattutto, quali comportamenti e azioni mettere in atto per scongiurare che accadesse di nuovo.

Dalla consapevolezza dei crimini di cui il nazismo si era macchiato nacque nel 1948 la Dichiarazione universale dei diritti umani, promulgata dalle Nazioni Unite allo scopo di riconoscere a livello internazionale i diritti inalienabili di tutti gli uomini in ogni nazione.

La consapevolezza di ciò che era stato Auschwitz fu tra gli elementi fondamentali per la costruzione, identitaria prima ancora che giuridica, della futura Europa unita.

Scriveva il filosofo Theodor Adorno che dopo Auschwitz sarebbe stato “impossibile scrivere poesie”, intendendo rendere l’idea di quali implicazioni radicali comportava assumersene la responsabilità, negli anni della ricostruzione e della nascita dell’Europa unita.

Era indispensabile stabilire con esattezza ciò che l’Europa non sarebbe stata. Alle radici dell’impostazione ideale dell’attuale Unione Europea c’è il rispetto per la dignità umana e il rigetto per ciò che era accaduto, sia prima che durante la guerra, a causa di idee razziste e liberticide. Auschwitz è la negazione dei principi ispiratori dell’Europa coesa, economicamente, socialmente e culturalmente avanzata che conosciamo oggi.

Il 27 gennaio 2010 il Giorno della Memoria si celebra in Italia per la decima volta. Dieci anni sono passati da quando fu chiesto all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di partecipare all’attuazione delle iniziative, promosse dalle istituzioni dello Stato italiano e in particolare dal Ministero dell’Istruzione, che avrebbero caratterizzato lo svolgimento di questa giornata. Oggi il Giorno della Memoria è diventato un’occasione fondamentale, per le scuole, di formare tanti giovani tramite una importante attività didattica e di ricerca.

Da allora l’ebraismo italiano si è a più riprese interrogato sul modo di proporre una riflessione che non fosse svuotata dei suoi significati più profondi, riducendosi a semplice celebrazione. Al di là delle giuste, necessarie parole su Shoah e Memoria, crediamo infatti che occorra cercare di perpetuare il senso vero di questo giorno.

Molti sono stati in questi anni gli studi, gli articoli, le riflessioni, le pubblicazioni di studiosi e intellettuali che hanno tentato di definire e ridefinire costantemente il senso della Memoria.

Esiste infatti una problematica della relazione tra Storia e Memoria. La Shoah è ormai consegnata ai libri di Storia, al pari di altri avvenimenti del passato. Pochi testimoni sono rimasti a raccontarci la loro esperienza. Si potrebbe ipotizzare una Memoria cristallizzata nei libri, come un evento importante ma lontano nel tempo, da studiare al pari di qualsiasi altro capitolo di un libro scolastico, con il rischio di rendere distante il significato e la ragione vera per cui il Giorno della Memoria è stato istituito per legge.

L’umanità esige che ciò che è avvenuto non accada più, in nessun luogo e in nessun tempo. E’ di enorme importanza che le nuove e future generazioni facciano proprio questo insegnamento nel modo più vivo e partecipato possibile, stimolando il dibattito, le domande, i “perché” indispensabili per la comprensione di quei tragici eventi.

Scriveva la filosofa Hannah Arendt, che il male non ha né profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. E’ una sfida al pensiero, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.

La filosofa che forse più in profondità ha studiato le aberrazioni del nazismo, coniando quella ormai famosa espressione, “la banalità del male”, riferita a uno dei principali esecutori della Shoah, dà una definizione di tetra neutralità e ignavia a chi non pensa, a chi non riflette, a chi non ha idee proprie, a chi non dà valore e giudizio alle proprie azioni e alle loro conseguenze. La Arendt collega il “bene” direttamente al pensiero, fonte vitale di comprensione del mondo.

Favorendo noi una riflessione vivace nei ragazzi, renderemo forse il servizio migliore a questo Giorno che, per essere vissuto nel modo più autentico, necessita di un pensiero non statico, non nozionistico.

Occorre fornire alle nuove generazione gli strumenti, anche empirici, per riflettere su cosa l’umanità è stata in grado di fare, perché non accada mai più.

Questo, forse, è il senso più vero del Giorno della Memoria, ed è un bene prezioso per tutti.

http://www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm

9 commenti:

  1. Come definire chi mette ancora in discussione l'Olocausto???! Io non saprei...

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  2. L'olocausto non andrebbe ricordato solo oggi ma ogni giorno dell'anno, soprattutto agli ebrei, che hanno fatto presto a dimenticare sfruttando quel periodo storico per arrivare a posti di prestigio, divenire intoccabili..
    Qualcuno potrà dirmi che sbaglio ma ciò che sento e leggo su quanto gli ebrei d'oggi fanno a Israele mi viene da urlare loro :vergognatevi!
    Conoscono le persecuzioni, hanno vissuto massacri sulla loro pelle, e invece di desistere da questi orrori oggi, divenuti potenti e protetti, si comportano verso gli islamici peggio dei nazisti e fascisti verso gli ebrei.
    Non è la razza che distingue l'uomo migliore da chi non lo è , ma è la natura umana ad essere sbagliata biologicamente, l'uccisione dei propri simili sembra essere lo sport preferito da ttoppi in tutto il mondo.

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  3. Ciao Adam,
    tocchi un argomento a me particolarmente caro. I nativi d'Aamerica e la loro cultura mi hanno sempore appassionato.
    Nel 1970 una una sequenza di film fece capire alla grande massa che forse quel popolo non era "lo spauracchio cattivo" che fino a quel momento ci avevano o avevano voluto farci credere.(compreso il telefilm Rin Tin Tin)
    Mi riferisco ai film "Piccolo grande uomo", "Un Uomo chiamato cavallo" e appunto "Soldato Blu" che ha messo a nudo lo scempio di quel vergognoso massacro.
    Massacri, stermini e genocidi sono la vergogna dell'umanità......da sempre.
    Quello che mi fa specie...è che ricordiamo sempre gli stessi.
    L'altro giorno a mia figlia che ora frequenta la 3a media e mi parlava appunto del genocidio degli ebrei, chiesi se a scuola si parlasse anche dei due precedenti e non certo meno gravi degli Armeni. Non ne sapeva nulla.
    Pochi anni fa a meno di 60 miglia dalle nostre coste era in atto una "pulizia etnica" pari a quella degli ebrei. I canali di informazione nn erano quelli della seconda guerra mondiale. Il giornalismo ha fatto passi da gigante. Riusciamo a sapere quante scopate si fa il premier in una notte oppure quante volte il governatore del Lazio lo prende nel ........
    Scusa lo sfogo, ma mi viene spontaneo chiedermi..............perchè?

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  4. Ciao Adam,
    tocchi un argomento a me particolarmente caro. I nativi d'Aamerica e la loro cultura mi hanno sempore appassionato.
    Nel 1970 una una sequenza di film fece capire alla grande massa che forse quel popolo non era "lo spauracchio cattivo" che fino a quel momento ci avevano o avevano voluto farci credere.(compreso il telefilm Rin Tin Tin)
    Mi riferisco ai film "Piccolo grande uomo", "Un Uomo chiamato cavallo" e appunto "Soldato Blu" che ha messo a nudo lo scempio di quel vergognoso massacro.
    Massacri, stermini e genocidi sono la vergogna dell'umanità......da sempre.
    Quello che mi fa specie...è che ricordiamo sempre gli stessi.
    L'altro giorno a mia figlia che ora frequenta la 3a media e mi parlava appunto del genocidio degli ebrei, chiesi se a scuola si parlasse anche dei due precedenti e non certo meno gravi degli Armeni. Non ne sapeva nulla.
    Pochi anni fa a meno di 60 miglia dalle nostre coste era in atto una "pulizia etnica" pari a quella degli ebrei. I canali di informazione nn erano quelli della seconda guerra mondiale. Il giornalismo ha fatto passi da gigante. Riusciamo a sapere quante scopate si fa il premier in una notte oppure quante volte il governatore del Lazio lo prende nel ........
    Scusa lo sfogo, ma mi viene spontaneo chiedermi..............perchè?

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  5. Ciao Vanda,
    non riesco a postare un commento, avete messo il modera commenti?

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  6. ah si........ho letto solo ora

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  7. Cmq volevo dire....ci sono eccidi, stermini olocausti di categorie diverse?
    Oppure dobbiamo ricordare olocausti di chi va a braccetto con chi li ha procurati?
    E di chi si comporta come quelle stesse persone?

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  8. P.S: quello era un commento che avevo messo in un altro blog alcuni giorni fa in un post che appunto ricordava quello sterminio

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  9. drummer,
    condividiamo lo stesso punto di vista.
    Vorrei che oggi fosse si "il giorno della memoria" ma per ricordare tutti gli olocausti che si sono susseguiti da quel tragico 1492, per non andare ancora più a ritroso nella storia, fino ad oggi. Quante etnie cancellate per sempre, quanto sangue versato e quanto ancora se ne versa in nome di una civiltà migliore, che non è mai arrivata sulla terra.
    Giornata della memoria per l'olocausto ai più deboli, sarebbe un passo avanti verso quella decantata civiltà.

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