"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare

venerdì 3 settembre 2010

L'elettorato del Partito Democratico è stanco dei giochetti di palazzo, degli inciuci e dei condannati.

Antonio Di Pietro, Idv, applaudito. Franco Marini, Pd, fischiato. Certo, non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse per il fatto che la scena si è svolta proprio alla festa nazionale del Partito Democratico. Ma c’è poi tanto da sorprendersi? Forse no, considerando che, a differenza di vari leader piddini, il popolo democratico non è così amante di inciuci e intrallazzi vari. Di Pietro, che evidentemente dalla vicenda De Luca ha imparato molto, parla chiaro: i condannati non devono poter essere candidati, uno tra i tanti Dell’Utri; proprio la contestazione a quest’ultimo a Como qualche giorno fa viene profondamente elogiata da Di Pietro: “Finalmente hanno detto ad un mafioso ‘Heeey, che ccci fai qua? Che ccci fai qua?’” Applausi scroscianti.
Ascoltate le parole e la reazione del pubblico.



Se Atene piange, Sparta non ride.
Alcune dichiarazioni di esponenti PD:
Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai: "Se la coalizione alternativa a Berlusconi si regge sulle invettive e sugli strali di Di Pietro il centrodestra ha una sola garanzia: le prossime elezioni politiche, al di la' della data, le puo' vincere tranquillamente. Non e' piu' sopportabile che il giustizialismo forcaiolo e l'insulto verso i potenziali alleati diventino i criteri di fondo che ispirano una alleanza riformista e democratica il centrosinistra". Incalza Paola De Micheli, deputata Pd: "I 'boati' per il leader dell'Idv a Torino? Sono solo la prova dell'ennesima operazione ostile verso il PD messa in scena deliberatamente da Di Pietro e dai suoi accoliti. Gente che, a quanto pare, ha come unico obiettivo quello di distruggere il partito che gli ha consentito di essere in Parlamento. Stiano certi che il Partito Democratico non e' disposto a mostrare il fianco ulteriormente a queste aggressioni populiste prive di qualsiasi intento costruttivo".

QUESTI NON HANNO CAPITO UN "KAZZO"!!!

La replica del portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando: "Gli applausi del popolo del Pd rivolti ad Antonio Di Pietro dovrebbero far riflettere sull'enorme divergenza che esiste fra la base dei militanti del partito e i suoi dirigenti. Il fatto che gli iscritti del Pd applaudivano con enfasi alle proposte politiche di Di Pietro e bocciavano quelle di Marini, doveva portare a piu' miti consigli".
L'europarlamentare Luigi de Magistris non ha dubbi: "L'Italia dei Valori riscuote consenso, perche' ha avuto sempre il coraggio di difendere la democrazia e la Costituzione con un'opposizione senza sconti, mobilitandosi in piazza e in Parlamento in modo pacifico per contrastare il piano piduista tanto caro all'esecutivo". Severo anche il giudizio sulle parole di Merlo: "Gli consigliamo l'autocritica, che forse lo aiuterebbe a superare l'invidia verso quelli che definisce 'giustizialisti forcaioli' che farebbero vincere Berlusconi. Il Pdl si batte difendendo lo stato di diritto con convinzione, insieme alla societa' civile e non invocando un finto riformismo utile magari a coprire una mancanza di coraggio". Il presidente vicario del gruppo Idv alla Camera, Fabio Evangelisti, chiede non senza ironia: "Il Pd e' forse irritato dagli applausi ricevuti ieri da Di Pietro alla loro festa?". E poi aggiunge: "Piuttosto che attaccare a testa bassa Idv, farebbero meglio a chiedersi perche' il nostro presidente e' stato applaudito"

Il PD E' UN PARTITO SEMPRE DI PIU' ALLO SBANDO.

Spero che riflettano,che costruiscano un'alternativa,un programma serio,costruttivo,di sinistra a difesa dei lavoratori ,invece di pensare di allearsi con i fascisti. Il PD ormai non rappresenta più la sinistra. Ma fanno sempre intempo a cambiare rotta...forse non sanno che gli elettori a sinistra non sono le capre berlusconiane.

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