"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare
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domenica 9 gennaio 2011

...UNIAMOCI A CORTE... SIAM PRONTI ...


Corte costituzionale: difendi la nostra democrazia!

A tutti i membri della Corte costituzionale:
"Come amministratori della giustizia e guardiani dello stato di diritto nel nostro paese, vi chiediamo con rispetto di preservare la vostra indipendenza in vista dell'importante decisione sul "legittimo impedimento". Siamo allarmati dalla crescente pressione politica nei confronti delle vostre responsabilità costituzionali e vi chiediamo di preservare l'autonomia e l'indipendenza dell'organo costituzionale di cui siete membri, difendendo così anche la nostra democrazia".

La prossima settimana la Corte costituzionale deciderà se Berlusconi potrà ottenere l'immunità dai processi fintanto che avrà un incarico nel governo: la pressione sui giudici è alle stelle.
Attualmente imputato per corruzione giudiziaria, falso in bilancio e frode fiscale, il Presidente del Consiglio sta esercitando una pressione enorme sui membri della Corte, nel tentativo vergognoso d'influenzare la sentenza e di garantire così che la decisione lo metta al di sopra della legge.
Solo una petizione enorme può difendere i giudici dalle minacce di cui sono bersaglio e proteggere così la nostra democrazia. Mettiamoci dalla parte della Corte costituzionale e della sua autonomia.

http://www.avaaz.org/it/in_difesa_dei_giudici/?copy

Firmate e divulgate sui Vostri blog e siti. Mai come in questo momento i Giudici Italiani hanno bisogno della solidarietà del popolo. Bastano 40.000 firme, ma se riuscissimo a superare il milione di firme sarebbe un plebiscito della SOVRANITA' POPOLARE!!

venerdì 17 settembre 2010

La Costituzione Italiana



Federalismo, legge elettorale, norme ad personam, questione morale, sistema fiscale: Gustavo Zagrebelsky racconta come stanno smontando la nostra carta. Riportare l'etica nella politica e il popolo al centro della vita democratica sono gli antidoti allo svuotamento della Costituzione. Parte da qui l'analisi del presidente emerito della Consulta.
La legge elettorale ha rovesciato il principio di sovranità e nel federalismo c'è il rischio dello spaccamento dell'Italia, soprattutto se dovesse fallire. Non basterà la guida di una élite illuminata. Serve l'impegno di tutti per salvare la carta fondante della Repubblica, che non va soltanto difesa, va ripristinata. Ed è nei momenti di crisi come questo che i cittadini devono darsi una mossa e ritrovare le ragioni del proprio impegno politico
di Marco Travaglio


Ho avuto molta difficoltà a postare e capire questa interessantissima intervista di Marco Travaglio a Gustavo Zagrebelsky (classe 1943), finissimo costituzionalista,
(il fratello Vladimiro - classe 1940 - è magistrato e giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 2001 al 16.1.2010),
presidente emerito della Corte Costituzionale, di origine russa.
E' molto difficile, senza essere giuristi o operatori del diritto bravi, come la Costituzione formale può essere svuotata dall'interno dell'ordinamento giuridico senza violarla, la chiamano 'costituzione materiale', che ovviamente non esiste.
Ad esempio, l'avere consentito, per legge ordinaria (presidente Ciampi) di indicare sulla scheda elettorale il nome del candidato 'premier' ha aperto la strada alla rivendicazione in modo capzioso di un ruolo presidenziale al 'premier0', che non gli appartiene, non ancora, speriamo mai.
Per comprendere il concetto di 'guardia stanca' faccio ricorso all'agraria, dove esiste il fenomeno di 'terra stanca' per il progressivo impoverimento del suolo.
Oggi si fa ricorso ai concimi inorganici, ieri si effettuava la rotazione agraria, cioè la diversificazione delle coltivazioni sullo stesso appezzamento di terreno per per combattere il suo impoverimento.
Quando poi ciò è dovuto a modificazioni climatiche, oggi indotte pesantemente dall'uomo, allora si verifica il fenomeno della 'desertificazione'. Ecco, "la guardia è stanca" significa che l''humus' dal quale nascono le costituzioni e su cui fiorisce rigoglioso il diritto costituzionale si è impoverito, l'etica ha abbassato la guardia e il rischio è la desertificazione di una società, ormai insofferente di morale personale e di etica dei comportamenti sociali.
In Italia siamo in 'avanzato stato di decomposizione' del tessuto sociale e deve essere condiviso l'allarme di Gustavo Zagrebelsky, nelle cui parole è sotteso uno sconforto e una tristezza dell'uomo di cultura che non ha più guardiani per combattere l'incultura, l'abuso, i soprusi, propri perché i guardiani si sono corrotti e sono stati corrotti.
Ciò fa capire meglio la difficilissima condizione dei Giorgio Napolitano, troppo spesso e troppo scioccamente fatto oggetto di aggressioni verbali se non addirittura di dileggio.
Senza questa intervista non sarei riuscito a capirlo. Mi pare opportuno dire che come non può esistere una 'costituzione materiale', altresì non esiste una 'illegittimità costituzionale materiale'. Per questo motivo tutta una serie di norme 'ingiuste' non sono costituzionalmente illegittime, come l'esempio citato da Travaglio della legge elettorale, il c.d. "porcellum".


Ora tocca a Noi!

venerdì 9 ottobre 2009

I magistrati di "sinistra" della Corte Costituzionale



Questo post è per mettere un pò d'ordine alle idee che circolano riguardo la corte costituzionale. Ovviamente per come la penso io e se sbaglio correggetemi.
Non spetta certo a me difendere con argomentazioni i magistrati, sanno difendersi in modo onorevole loro, ma come cittadino rivendico il diritto che si dica la verità su queste persone.
Il relatore della sentenza è il professor Franco Gallo, uno dei più grandi giuristi che abbiamo in Italia e non si può certo dire che il suo argomentare alla corte sia basato su una posizione politica antiberlusconiana, anzi, rifacendosi a due articoli della costituzione il 3 e il 138 la discussione si è svolta con argomenti di alta giurispudenza.
I professori Tesauro e Cassese sono altri luminari del diritto, basti pensare che Cassese si è laureato a 21 anni ed ha ricoperto cattedre nelle università europee.
Stiamo parlando di persone che hanno fatto del diritto costituzionale una ragione di vita al servizio della nazione, e non sono certo di sinistra.
Quello di cui poco si è parlato, ovviamente, è il richiamo all'art.3 che così fu novellato:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Questo articolo è uno dei più importanti della costituzione italiana, va letto parola per parola e analizzato di conseguenza anche con cognizioni di diritto comparato.
Esso pone un principio inviolabile che non è solo quello della parità dei cittadini di fronte alla legge ma un capovolgimento di vedute rispetto ai precedenti codici in vigore in Italia, cioè il superamento del principio FORMALE di ugualianza dei cittadini con l'introduzione di un principio SOSTANZIALE.
Dov'è la sostanza direte.
La sostanza è la frase...."È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli........."
Non solo una dichiarazione di principio, ma un impegno della REPUBBLICA, cioè lo stato in tutte le sue istituzioni, a fare in modo che gli ostacoli vengano eliminati!!!!!
Ecco perchè il lodo Alfano non è passato!!
La nostra non è una costituzione PURAMENTE LIBERALE, non lascia al singolo, al mercato, il ritrovamento di un equilibrio, ma è la Repubblica che si impegna a far rispettare questo principio rimuovendone eventuali ostacoli.
Questo " metaprincipio" impedisce il legislatore quindi di emanare leggi e norme che creino disugualianza fra i cittadini.
Ecco che interviene allora l'art.138 dove ogni legge di modifica costituzionale deve avere un iter proprio, diverso da quello delle normali leggi.
Questa è la mia chiave di lettura .....e qui l'essere o non essere di sinistra conta ben poco!!

Lorenzo

venerdì 11 settembre 2009

IL PREMIER ITALIANO

Renato Schifani

In Italia il presidente del Consiglio dei Ministri (spesso incorrettamente denominato anche premier, in analogia con la figura britannica del premierato, differente per origine e costituzione, ma simile per rappresentatività dello Stato) è uno degli organi monocratici che compongono il governo. Secondo la Costituzione «dirige la politica generale del governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri» (art. 95).

Il presidente del Consiglio dei Ministri è un organo a rilevanza costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96, ed un organo costituzionale, in quanto concorre alla definizione dell'indirizzo politico dello Stato in posizione di indipendenza. È comunemente percepita come la più importante carica della Repubblica Italiana. dal punto di vista del potere effettivamente detenuto, anche se, dal punto di vista protocollare, è considerata la quarta.

Il presidente del Consiglio dei Ministri è nominato dal Presidente della Repubblica.

Oltre a quelle attribuitegli in quanto membro del governo , il Presidente del Consiglio indica al Presidente della Repubblica la lista dei ministri per la nomina e controfirma tutti gli atti aventi valore di legge dopo che sono stati firmati dal Presidente della Repubblica. Dirige e promuove l'attività dei ministri, dirige la politica generale del governo e ne è responsabile (articolo 95 della Costituzione). Funzione particolarmente delicata che la legge affida direttamente al Presidente del Consiglio è la vigilanza e il controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, ossia i Servizi segreti dello Stato.

Evoluzione
La Costituzione, all'articolo 95, stabilisce che il presidente del Consiglio dei Ministri promuove e coordina l'attività dei ministri: questo potere di coordinamento dei ministri è stato di intensità molto variabile nella storia dello Stato italiano, in quanto fortemente condizionato dal peso dei singoli ministri e quindi dei partiti dei quali essi erano l'espressione.
Spesso l'attività dei presidenti del Consiglio è stata più quella di mediazione fra i partiti della maggioranza, che quella di direzione dell'attività del Governo. Il suo potere di indirizzo, inoltre, è limitato in quanto non ha - almeno formalmente - il potere di revocare i ministri con i quali si trova in disaccordo; la prassi del "rimpasto" o quella più rara del voto di sfiducia individuale da parte del Parlamento possono essere considerate dei surrogati alla mancanza formale di questo potere

L'affermarsi di un nuovo modo di fare politica, secondo alcuni sempre più legato alle capacità mediatiche dei politici, l'indicazione del futuro presidente del consiglio da parte delle coalizioni prima delle elezioni ed il bipolarismo hanno fatto sì che il presidente del consiglio abbia, nei fatti, acquisito una maggiore capacità decisionale e direttiva, con maggiore peso all'interno delle dinamiche del governo, la qual cosa rappresenta una novità significativa per il sistema politico italiano, rischiando di indebolire il parlamentarismo, massima espressione istituzionale del criterio di rappresentanza.

"Ai sensi del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri 14 aprile 2006, che ha definito il protocollo per il Cerimoniale è definita nella quarta posizione, precedendo il presidente della Corte costituzionale. Lo stesso decreto del 2006 definisce il presidente della Repubblica la prima carica - in quanto capo dello Stato -, il presidente del Senato la seconda - in quanto vicario del presidente della Repubblica - ed il presidente della Camera dei Deputati la terza - in quanto presidente del Parlamento riunito in seduta comune dei membri delle due Camere"

(Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore)


Quindi, siamo stati presi TUTTI egregiamente in giro....il Premier Italiano non è Silvio Berlusconi ma Renato Schifani , essendo la seconda carica di uno Stato che nei Paesi presidenziali e monarchici viene subito dopo il Presidente della Repubblica o il Re / Regina, vale a dire il VICE-PRESIDENTE O IL VICE-RE / REGINA.
Pertanto i giornalisti italiani ed internazionali farebbero bene a prenderne atto.

Si spiega meglio il perchè del tanto PRETESO Lodo Alfano che copre con l'immunità le quattro più alte cariche dello Stato italiano, se si fossero fermati alla seconda o alla terza carica, Berlusconi sarebbe stato tagliato fuori dalla copertura !!!!

Francesca