"Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perche' acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con NOi!"
Enrico V-William Shakespeare
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domenica 30 gennaio 2011

Fermiamo queste stragi





Ecco la lettera che Graziella Marota 1, madre di Andrea Gagliardoni, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook


Andrea aveva 23 anni quando, il 20 giugno 2006, è rimasto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica non a norma. Andrea voleva imparare a suonare la tromba, come se la chitarra da sola gli andasse stretta. Perché a quell'età la taglia dei desideri si allarga e non stai più nei tuoi panni dalla voglia di metterti alla prova, conoscere, guardare avanti. Da li a quattro giorni pure la metratura della sua vita sarebbe lievitata di colpo: dalla sua camera da ragazzo, in casa dei genitori, a un mini appartamento, acquistato dai suoi con un mutuo, a metà strada tra Porto Sant'Elpidio e la fabbrica Asoplast di Ortezzano, dove aveva trovato lavoro come precario per 900 euro al mese.

Andrea voleva imparare a suonare la tromba, ma non ha fatto in tempo: una tromba che, rimasta la dov'era in camera sua, suona un silenzio assordante. E neppure l'appartamento è riuscito ad abitare: doveva entrare nella nuova casa sabato 24 giugno 2006, se ne è andato il 20 giugno di 4 anni fa. Oggi Andrea avrebbe 28 anni ma è morto in fabbrica alle sei e dieci dell'ultimo mattino di primavera. E suonerebbe ancora la chitarra con i Nervous Breakdwn e non darebbe il suo nome a una borsa di studio. Sarebbe la gioia di sua mamma Graziella e non la ragione della sua battaglia da neo cavaliere della Repubblica, per cultura sulla sicurezza. Una battaglia finita con una sconfitta dolorosa: nel nome del figlio e a nome dei tanti caduti sul lavoro, senza giustizia: Umbria-Oli, Molfetta, Thyssenkrupp, Mineo.... Sono solo le stazioni più raccontate di una via Crucis quotidiana, che per un po' chiama a raccolta l'indignazione italiana, che poi guarda altrove.

Le morti si fanno sentire, ma le sentenze molto meno, quando passano sotto silenzio anche per una sorta di disagio nell'accettarle e comunicarle. I responsabili di questa orrenda morte sono stati condannati a otto mesi di condizionale con la sospensione della pena, anche se il Procuratore generale del tribunale di Fermo aveva parlato "di un chiaro segnale perché questi reati vengano repressi con la massima severità". Andrea è stato ucciso per la seconda volta. La tragedia è finita nel dimenticatoio, con alcune frasi fatte e disfatte, tipo non deve più accadere, basta con queste stragi, lavoreremo per migliorare la sicurezza. Parole piene di buone intenzioni, che lo spillo della smemoratezza buca in un momento. Parole al vento!

Alla fine anche Andrea si è perso tra i morti da stabilimento e da cantiere: martiri del lavoro che fanno notizia il tempo di commuovere, che non promuovono ronde per la sicurezza, spesso rimossi pure nei processi. Tragedie quotidianamente dimenticate da un Paese ignavo e incurante, La tromba silente di Andrea a suonare la sua ritirata. Questo è quanto accade a tutti i morti sul lavoro; di loro restano solo dolore e angoscia dei familiari ma giustamente questo non fa notizia: una mamma che piange tutti i giorni, che guarda sempre la porta di casa aspettando che il suo Andrea rientri perché spera che tutta la sofferenza che sta vivendo sia solo un brutto sogno..... Ma tutto ciò non importa a nessuno!

Questa è la tragica realtà, di chi rimane e si rende conto di essere emarginato e dimenticato da tutti. Forse ciò che gli altri non conoscono è la realtà del "dopo" di queste tragedie… La vita per i familiari viene stravolta dal dolore e dalla mancanza della persona cara, ti ritrovi a lottare giorno per giorno per sopravvivere e se sei forte riesci in qualche modo a risollevare la testa da quel baratro di depressione in cui sei caduta, altrimenti sprofondi sempre di più! Ti accorgi che sei lasciato solo a te stesso…. manca il sostegno psicologico, sono assenti tutte le istituzioni e nessuno è disposto ad ascoltare il tuo dolore perché il dolore fa paura a tutti! Speri nella giustizia ma questa si prende beffa di te perché otto mesi e sospensione della pena per chi ha ucciso tuo figlio mi sembra una vergogna per un paese che si definisce civile…..

E vogliamo parlare dell’Inail, questo ente che ogni anno incassa milioni di euro? Ebbene la morte di Andrea è stata calcolata 1.600 euro e cioè rimborso spese funerarie, allora mi chiedo ma la vita di mio figlio che è stato ucciso a soli 23 anni, per la società non valeva nulla? Eppure io quel figlio l’ho partorito, l’ho amato , curato e protetto per 23 anni, era il mio orgoglio e la mia felicità e quindi tutto diventa assurdo e inaccettabile. Nemmeno l’assicurazione vuole pagare il risarcimento e a distanza di 4 anni e mezzo dovrò subire ancora violenze psicologiche tornando di nuovo in tribunale e ripercorrere ancora una volta questa tragedia…. descrivere come è morto Andrea, come lo hanno trovato i colleghi di lavoro, come ho vissuto dopo e come continuo a vivere oggi… Credetemi una pressione che non riesco a sopportare più.

Per terminare anche l’amministrazione comunale di Porto Sant’Elpidio si rifiuta di dare una definitiva sepoltura al mio angelo. Allora mi chiedo e lo chiedo a voi: la vita di un operaio vale così poco? E’ un essere umano come tutti e se per i soldati morti in “ missione di pace” si fanno funerali di Stato, per i 1300 operai che muoiono ogni anno per la mancanza di sicurezza, cosa viene fatto? Nulla perché non sappiamo nemmeno nome e cognome… sono solo numeri che fanno parte di una statistica.

Termino questa lettera con un appello disperato: fermiamo questa strage che serve solo a far arricchire gli imprenditori e a distruggere le famiglie. Ogni essere umano ha diritto alla propria vita e non si può perderla per 900 euro al mese.
(30 gennaio 2011)

(Fonte La repubblica)

Lorenzo

venerdì 1 gennaio 2010

Tragico Bilancio




MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2009. I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO IN EDILIZIA AUMENTANO DEL 22%. IN AGRICOLTURA DEL 3,4%

I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO NEL 2009 AUMENTANO VERGOGNOSAMENTE DEL 22% IN EDILIZIA, LE VITTIME SONO QUASI TUTTE MERIDIONALI E STANIERI. QUEST'ULTIMI CON IL 14,7% DELLE VITTIME SUL TOTALE. GLI AGRICOLTORI REGISTRANO UN CALO DEL 3,4% E MUOIONO QUASI TUTTI IN TARDA ETA'(DAI 60 AI 90 ANNI)SCHIACCIATI DAL TRATTORE CHE GUIDANO. MENTRE NELL'INDUSTRIA, A CAUSA DELLA CRISI I MORTI PER INFORTUNI SUL LAVORO DIMINUISCONO DEL 49% (70 VITTIME IN ASSOLUTO CONTRO LE 136 DELL'ANNO SCORSO)
Vi lascio il link di un volontario che raccoglie i dati
http://cadutisullavoro.blogspot.com/

lunedì 12 ottobre 2009

Morti Sul Lavoro


domenica 11 ottobre 2009

basta dare dati distorti sui morti sul lavoro

Perchè si continuano a dare dati distorti e sbagliati sui morti per infortuni sul lavoro? Come mai non si riesce ad avere un'informazion seria e dettagliata su queste tragedie? Come mai un normale cittadino, uno che ha lavorato in fabbrica per quarant'anni, che ha deciso di fare questo lavoro per onorare i lavoratori morti nel rogo della Tyssen, che impegna diverse ore al giorno per monitorare il fenomeno non viene preso in nessuna considerazione mentre si continuano a dare notizie confuse e sbagliate, nonostante sommergo di mail giornalisti e politici e sindacalisti, senza che nessuno s'interroghi seriamnte sul fenomeno? Anche ieri guardando il TG3 regionale dell'Emilia Romagna dove volontari anche dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro piantavano 1140 croci dei caduti per infortuni sul lavoro del 2008, mentre in realtà come bene sa l'Organizzazione i morti per infortuni sul lavoro sono stati 649. Per arrivare a quel numero sono stati inseriti tra le vittime per infortuni sul lavoro anche i lavoratori morti per le strade. Son troppo pochi 650 morti in un anno? Fare del sensazionalismo crea solo confusione e lascia invariato il problema perchè non viene affrontato correttamante. C'è anche chi specula spudoramente su questo triste fenomeno?Ad oggi 11 ottobre i morti per infortuni sul lavoro sono stati 414 contro i 511 dello stesso periodo dell'anno scorso . Assistiamo quindi ad un clamoroso calo del 19% delle vittime. Questi sono i miei dati incontestabili. La stessa ANMIL, anche quest'anno come l'anno scorso, ha monitorato meno morti sul lavoro rispetto al mio blog http://cadutisullavoro.blogspot.com che ha diverse centinaia di visitatori al giorno e allora perchè sostiene che siano così tanti? A morire con il 30% delle vittime sul totale sono agricoltori schiacciati dal trattore, e che per un altro 27% sono poveri edili merdionali e stranieri. No si vuol dire per non far adirare la Lega che a morire sono quasi esclusivamente lavoratori non padani e dove il Sindacato non esiste? E' terribile questa manipolazione dei dati da parte di tutti. E' terribile perchè così si fa il buio completo su altrettante vittime sul lavoro che non muoiono per infortuni ma per le strade mentre vanno o tornano dal lavoro. Per turni massacranti, per orari impossibili dove sarebbe opportuno dormire. Questi lavoratori che muoiono per le strade sono figli di un'informazione minore? Carlo Soricelli