
Le feste, per il popolo, sono tutte comandate.
Si va dai compleanni alle nascite per arrivare alle feste " imposte" dal clero, calendarizzate con un ritmo preciso nel tempo e nello spazio.
Un tempo le feste erano comandate dagli Dei e dai sovrani. Il motivo era semplice; loro emanavano leggi per l'uomo o per l'anima e si ritenevano fuori da queste regole.
I potenti abitavano già nella trasgressione.
Regolavano quindi la trasgressione altrui, canalizzandola in momenti della vita ben precisi, al di fuori del proprio dovere di suddito prima e di persona dopo.
E' un fatto che la religione, dove massimamente si raccolgono i divieti, introducano queste "feste comandate" e, nelle feste, ne ordinavano le trasgressioni.
La festa non sospendeva i divieti, ma permetteva che si compissero atti di regola vietati.
In questo modus operandi la festa ne ribadiva il divieto.
Oggi ben poco è cambiato.
Le feste religiose permetto il mangiare cibi pressochè vietati, per vari motivi, nell'arco dell'anno:
Il diabetico che mangia il panettone, l'ipercolesteremico che si ingozza di ogni ben di dio. E' Natale ci fanno dire. Questo per farci ricordare che l'abbondanza non è patrimonio comune.
Offrendo un'esca al godimento se ne assicurano il servizio, per cui la festa diventa paradossalmente il principio della rinuncia. La festa anticipa il godimento per cui sazia la volontà di controllo del futuro.
Ecco perchè pochi hanno manifestato disgusto per vicende " private" del capo del governo, facendole rientrare nella sfera puramente privata e festaiola dell'individuo, difendendone anzi la legittimità.
Ma i più non sanno che quelle feste non erano comandate, ma facevano e fanno parte di quel " vivere al di fuori delle regole" proprio di chi le feste le comanda.
Lorenzo



